Tutta la destra americana, per ben tre decenni, ha denigrato ed emarginato il lavoro. Lo ha progressivamente sostituito con la finanza. Con questo tipo di scelta si è arrivati nel disastro nel quale stiamo ancora vivendo. Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha visto con chiarezza e con grande abilità politica ha visto l’errore che il capitalismo americano aveva commesso. Non lo ha fatto certo per umanità o per altri fattori. Negli ultimi anni il capitalismo americano aveva buttato via il lavoro, umiliando gli operai, emarginando il loro valore, licenziandoli quasi con capriccio. Negli Stati Uniti c’è stato un periodo nel quale quasi si celebrava, per ogni mille dipendenti licenziati, il guadagno di un punto in borsa. Su quel punto in borsa si calcolavano i bonus dei dirigenti. Licenziare diventava un incentivo che rischiava di portare alla morte l’impresa. Il prezzo che si pagava per questa politica era la scomparsa di personale di qualità per l’impresa. Questo è accaduto a causa della divaricazione tra economia reale ed economia finanziaria il lavoro era la grande vittima. In questa intuizione di Obama si inserisce l’accordo la Fiathttp://lanfrancopalazzolo.blogspot.com/2009/05/obama-e-il-ritorno-del-lavoro.html